domenica 30 marzo 2014

HER e JUAN OF THE DEAD - recensione di due film che non c'entrano niente l'uno con l'altro


Oggi, complice un monumentale mal di testa che mi impediva di lavorare, ho visto due film, diversissimi tra loro, ma con i quali ho deciso di inaugurare l’angolo della criticante critica criticosa del mio nuovo blog… peccato che mi siano piaciuti! :-)

Cominciamo con il primo, sul quale mi avevano chiesto un parere numerosi miei studenti:
HER


SPOILER grossi… anzi: grossissimi! quindi cavoli vostri…
(in realtà cerco di non metterne, ma non prometto niente)


Quando ho sentito parlare per la prima volta di questo film ho subito pensato a una puntata di “The Big Bang Theory”, in cui Raj, dopo aver upgradato il suo iOS, si innamorava di Siri.



Più o meno, questo film, è così… ma anche no.

Intanto è una lucidissima analisi sulla tecnologia.
C’è tanto lavoro dietro, a mio avviso, in HER, e si vede e si sente.
Ma non è un film per tutti.

Quando Theodore, il protagonista, installa il nuovo sistema operativo, la grafica di quest’ultimo è molto bella e studiata…  e non è una cosa da sottovalutare…
…ma sto divagando… andiamo con ordine.

La sTORIA
(Non avrà la “s” Maiuscola ma tutto il resto sì.)
Theodore fa un lavoro strano, che non capiamo subito.
Scrive lettere per conto di altri, in una società online che si occupa proprio di questo.
Sei un papà che non ha tempo di scrivere al figlio che si è laureato?
Contatti la società, dici loro: “scrivetegli che sono orgoglioso di lui.” E la BELLELETTEREAMANO.COM scrive una lettera al ragazzo dicendogli la cosa con parole fighissime... e tuo figlio è tutto contento.
Vuoi scrivere al tuo commilitone, con il quale hai vissuto tre anni in guerra? La società lo contatterà con una lettera stupenda che, con parole d’altri, lo farà commuovere che tu abbia pensato di scrivergli… e così via.
Un lavoro, questo, nel quale il nostro è molto bravo.
Ma per il resto non ha un vita.
Passa le giornate al computer a lavoro e a casa.
Con lo smartphone comandato a voce, passa il tempo in giro
Come unico hobby gioca con  una consolle di videogiochi tridimensionali che il Kinect ci fa un pippa.


Aveva una moglie ma non stanno più insieme…
Cioè…
…un nerd del futuro/presente come tanti altri.

Un giorno però esce questo nuovo OS (Sistema Operativo, come Windows o OSX o Ubuntu) che promette di far “digievolvere” il computer in una vera e propria intelligenza artificiale... e via! le file davanti agli Apple Store (tipo): tutti a comprarlo!
Una volta installato con le domandine di rito, il computer parte e pian piano e, da una già incredibilmente realistica personalità, questa macchina sviluppa il senso dell’umorismo, simpatia, emozioni e sentimenti e... e i due si innamorano.

Nonostante l’avviso di spoiler non dirò altro.
Perché, in fondo, il film è tutto qui.

È lento, ma realistico… e realistico quanto è più possibile che sia un film di questo tipo.
La scena di sesso al telefono tra Theodore e la pazza sula chat, all’inizio del film, è gustosissima e quella poi con Samantha è realistica da far impazzire.
Senza vedere nulla, sentendo solo le parole, nemmeno in “Harry ti presento Sally” abbiamo assistito a una simulazione così ben costruita.
Il nostro protagonista è un nerd credibile… un post Tom Selleck dei poveri con le giuste paure e le insopportabili, ma non caricaturali, idiosincrasie (interpretato da Joaquin Phoenix).

Ma il film è soprattutto simbolismi.
Il lavoro del protagonista è una chiara immagine di tutti coloro che, ogni giorno, postano su Facebook citazioni di altre persone (perché non sono capaci di pensare con la propria) testa e vivono di aforismi, come se questo li rendesse interessanti.
Il film non critica… ma mette il carico da dieci sulla tristezza del far scrivere le proprie lettere ad altre persone… come quando, un tempo, gli analfabeti andavano dallo scrivano di paese e facevano “’Che, mi scrivi ‘na lettera a Nennerella mia per  dirle che sto bene e le mando i soldi per i bambini?” ma con l’aggravante di scrivere SOLO per sembrare dei fighi quando si è, in realtà, dei poveri di spirito senza nemmeno la scusa di essere VERI analfabeti ma deludenti ignoranti disadattati.

Il film di simbolismi visivi ne ha a bizzeffe… ne posto qui uno in capture, per intenderci.


E, quando, dopo un’ora, stavo dicendo: “Ma possibile che una cosa così venduta [il Sistema Operativo] abbia portato solo a lui un’avventura tanto strana? E tutti gli altri clienti?”, la sceneggiatura mi tira un coppino sulla testa e mi fa stare zitto, non solo prendendo in esame questo discorso ma portandolo all’estremo fino a farlo diventare parte integrante del finale, in un modo completo e molto interessante.

Per chi l’ha letto: l’OS diventa un vero e proprio “Martin Eden” con uno sviluppo tale che, a ben pensarci, era inevitabile…
Mi chiedevo solo fin dove avrebbero osato spingersi ma quando viene tirato fuori, poco prima del finale, (con un crescendo musicale da “ti telgrafo l’inizio della fine”) il filosofo morto… beh, lì... ho esultato: questo vuol dire scrivere! Scrivere tenendo presente tutte le implicazioni di uno sviluppo tecnologico (e, in questo caso, di trama).


Difetti?
Sì… il film è stato proposto per un grande pubblico ma col cavolo che è per il grande pubblico… non è nemmeno lontanamente per il grande pubblico!
È un film per nerd ma che parla DEL grande pubblico.
È un film che analizza il nostro mondo... un mondo dove ho sentito dire, ad almeno una dozzina di miei amici, pochi anni fa: “No, Facebook è una minchiata che non fa per me…” e adesso stanno tutti, tutto il giorno, ad aggiornare il loro stato.
Dove l’iPhone e i tablet sono tra gli oggetti più venduti in assoluto anche tra persone che non sanno nemmeno cosa farsene e che domani, se arrivasse una vera intelligenza artificiale, tutti ne avrebbero una in casa, anche se pochi riuscirebbero a parlarci perché probabilmente appena un po’ evolutasi non chiacchiererebbe di Calcio e del Grande Fratello (ma che davvero ci abbiamo riprovato qui in Italia? Ma per favoooooooore!!!).
Ma se il discorso che affronta questo film è “SUL” grande pubblico, il linguaggio che usa non è da grande pubblico.
MA, per renderlo da grande pubblico, usa una colonna sonora che anticipa tutto… sottolinea ogni cosa come fosse un film per tutti… ottenendo un effetto un pochino estraniante.

Un altro punto a sfavore: il libro pubblicato.
Quello è poco credibile… anche perché, onestamente, non credo che si potrebbe fare… insomma… è roba privata… o, ben che vada, fatta sul lavoro, non certo proprietà di Theodore.

Infine, unica altra nota dolente: ma che davvero possiamo credere che uno si farebbe sfuggire Olivia Wilde?
Cioè, anche conciata da repressa della porta accanto, rimane una delle donne più belle che sia possibile vedere su di uno schermo e lui, per sua ammissione stessa, è solo e affamato… no, davvero… dai… ci avessero messo una meno… cioè, meno… meno Olivia Wilde, ecco.



Detto ciò, un film che mi è piaciuto.
In lingua originale con i sottotitoli… forse non l’avrei apprezzato così in italiano.


In HER c’è una bella scena di due amici sul tetto di un palazzo che guardano arrivare l’alba e questa scena c’è anche nell’altro film di cui voglio parlare.
Solo che questo è un film cazzaro!

IL CACCIATORE DI ZOMBIE
Titolo italiano del ca##o sostituzione dell’originale JUAN DE LOS MUERTOS (JUAN OF THE DEAD)



“Juan de los muertos, riammazziamo i vostri cari, posso aiutarla?”

Intanto sottolineiamo che “Juan” è  “Shaun” sono lo stesso nome (cioè: “Giovanni”) e il titolo JUAN OF THE DEAD è chiaramente un omaggio a SHAUN OF THE DEAD.

Questo film, recuperato per caso, è una gustosissima commedia horror coprodotta da Spagna  e Cuba che vede i risultati di una apocalisse zombie in quel dell’isola “castrista”.
Per una volta non siamo in Nord America ma a L’Avana e, come già era capitato in SHAUN OF THE DEAD, in questo film vediamo la gente reagire non all’americana ma con i modi di affrontare le crisi tipiche di quei paesi.

Presto detto: capito come funziona la questione, Juan, il protagonista, decide di mettere su un’agenzia di sterminio dei “cari tornati in vita” che, per tutto il film, si ostinano a chiamare “dissidenti”.

Un film molto ben scritto.
Decisamente inatteso.
Con personaggi più completi e profondi di quanto appaia a un primo sguardo e che rielabora i cliché con molto gusto.



C’è una scena di tango con uno zombie omosessuale che vale tutto il film.

La sospensione dell’incredulità è molto tirata, ma come vuole tradizione per tutti i film di zombie... e com’è logico che capiti in un film che, comunque, è comico.
Così possiamo accettare che un gruppo di persone possa resistere a un assalto di zombie nel buio più totale o che uno di essi, addirittura, combatta sempre bendato.

Ma è tutto divertente, ha un buon ritmo ed è girato molto bene, anche se con mezzi un po’ economici in alcuni punti (gli effetti speciali, ogni tanto, per quanto ben fatti, si vede che non sono hollywoodiani)… anche se, c’è una delle scene di zombie sott’acqua più figherrime che mai:






Che in capture rende molto poco ma che in movimento è veramente potente… (e vi siete mai chiesti, chi vincerebbe tra uno zombie e uno squalo? Beh, ovvio, lo squalo!)
  


No, davvero… una bella parafrasi della situazione cubana dove gli Zombie, che in Romero rappresentavano i comunisti, qui diventano i capitalisti (i dissidenti) e dove il gioco di SHAUN OF THE DEAD viene amplificato con persone che guardano Cuba piena di zombie per le strade e una ragazza che commenta “Io non ci vedo nulla di diverso dal solito!” – “Ah no? Guarda bene… non ci sono turisti.”

Comunque, se lo guardate, ricordate che Cina è una fottu#a macchina da guerra, anche se “Alla lunga i cinesi rompono le palle”.

Un film nel quale non ci sono eroi veri e la cattiveria è sempre dietro l’angolo.
“Devi imparare a distinguere i buoni dai cattivi”
“Ragazzina… in questo paese è sempre stato difficile farlo!”


Un po’ troppo giocato un unico espediente narrativo (reiterato ai fini della trama ben quattro volte)… però ci sta.
E la scena sul tetto, completamente diversa, ovviamente da quella di HER rende, comunque, molto bene .

Lo consiglio.
Seriamente.

E il finale è fumettistico… per un attimo pensi: no, dai, un finale all’americana… ma invece no… e la parte “fumettosa” gioca ancora un ruolo ben importante,… fino alla fine.
Bello.


Bom… a presto, con un altro film, altri due film che non c’entrano niente l’uno con l’altro o, magari, qualcosa di diverso :-)

10 commenti:

  1. HER mi incuriosisce, me lo consigli? :)

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    1. Ciao, Sara.
      Sì, te lo consiglio. Credo che potrebbe piacerti molto.
      (Ma anche farti arrabbiare ^__^ )

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  2. Che dire, HER è un ottimo film che parla di un futuro distopico dove gli hipster hanno conquistato il mondo eheh. Scherzi a parte, il film mi ha veramente conquistato penso che recupererò tutto il resto della "nutrita" filmografia di Jonze

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    1. Ciao, Mirko.
      Questo è però un caso particolare.... soggetto, sceneggiatura e regia di Jonze...
      Il Ladro di Orchidee e Essere John Malkovich devono tutto alla sceneggiatura di Charlie Kaufman...
      Nel paese delle creature selvagge, che ha la collaborazione di Jonze alla sceneggiatura, è una palla di film (magari lui è quello che ha sistemato un po' qualcosa di ancora peggio, ma non mi è dato saperlo).
      Sui Jackass nemmeno mi pronuncio.

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  3. "Her" è piaciuto molto anche a me :D come al solito le tue recensioni non deludono! E si, nessuno si farebbe scappare la Wilde...
    "Juan de los muertos" me lo devo segnare.

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    1. Grazie, Giacomo!
      Mi spiace solo non essere stato caustico come sempre.. ma ben venga se mi capitano bei film tra le mani.
      Sì, guarda Juan, che ne vale la pena :-)

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  4. Mi hai incuriosito con Her...da vedere a sto punto. E beh...anche l'altro ovviamente...:--)

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    1. Sandro, con HER ti commuovi, con JUAN ti esalti ;-)

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  5. Su HER sono daccordo quasi con tutto, ma lui si fà rifiutare da Olivia Wilde non perchè non gli piace, ma perchè non è sicuro di poter amare di nuovo, è una sfumatura ma a mio parere molto chiara. Il libro publicato? ..forse hai ragione tu ma è davvero una facezia! Riguardo il finale e la "super-digi-evoluzione" io spenderei qualche parolina in più, ad esempio implicazioni filosofiche di Platone "sull' iperuranio", e in questo senso è la prima fantascenza che osa guardare il futuro con ottimismo, solo questo compie un passo da gigante! Altro che prequel di terminator! (Come gente distratta lo ha definito)

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    1. La sfumatura c'è, chiaro, ma mi piace scherzare con la cosa... se siamo onesti, la Wilde interpreta anche una un po' pazzoide e lui è chiaramente turbato dagli atteggiamenti di lei.
      Il finale è la versione fantascientifica di Martin Eden e, sì... il mondo dei noumeni ci sta... e comunque è cosa gà vista (è anche 2001, per esempio - sort of), ma è vero che è un finale ottimista, per alcuni versi, che nella scifi ci siamo dimenticati da un po'.

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