martedì 15 marzo 2016

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - La MANfCensione


Per questo film ho deciso che valeva la pena di ricominciare a scrivere sul blog e non solo su Facebook.

Perché?
Perché è un bel film?
In parte sì.
Ma non solo.
Se avete voglia di scoprire cosa ne penso, andate avanti a leggere.

Come sempre non farò spoiler.




C'è sempre un po' d'apprensione nel mio cuore mentre sviluppo nella mia testa una recensione per un film come questo.

Come lo devo giudicare?
In base alle aspettative?
In base ai paragoni con film simili di Hollywood?
Oppure in base ai film italiani medi?

Banalmente voglio parlarne in maniera diretta e sincera, come farei per un film italiano, per uno americano, per uno indiano o francese.
Non mi importa dei paragoni o delle aspettative.
Onestà intellettuale.
Non risparmio dubbi e incertezze, non risparmierò neppure invettive.
Perché così vorrei che venisse giudicato un mio lavoro: obiettivamente.

Dopo questa premessa, vi aspettate delle critiche?
Qualcuna ne farò, ma premetto: è un bel film.
Mi è piaciuto, e mi ha soddisfatto.

Ha qualche cavolata di regia.
Ma ci sta.

Partiamo dall'inizio.
Di che parla?
Parla di un ragazzo (uomo... l'attore ha quaranta anni passati, il personaggio interpretato? sui trenta?), Enzo Ceccotti, che si trova, in modo molto classico ad avere de superpoteri.



Non è uno spoiler... super forza, super resistenza... guarigione veloce...
Non dico come né quali sono nello specifico, perché spoilererei.
(bella la scena del piede)

Scopre un po' la portata di essi, li usa, in maniera realistica, poi si mettono di mezzo responsabilità e una ragazza e un cattivone e le cose precipitano!

(la ragazza)

(il cattivone)

Film di Hollywood? più vicino a Unbreakable e a Kick-Ass (per citare i più famosi) o a Super (per citarne uno meno conosciuto) o, perché no, a Hancock, che non a film più recenti.

Cosa c'è che non mi è piaciuto?
Poca roba.
Se non avessi avuto un po' di amici di Roma, avrei avuto bisogno dei sottotitoli in alcuni momenti.
Romanaccio a tutto spiano.
Nomi storpiati (ho scoperto solo dopo il film, grazie a imdb) che Tazzi' era Tazzina e non Taxì (così capivo ogni volta).
Modi di dire dati alle volte per scontati.
Ma questo è il lato realistico.
Mi va bene.

Ho trovato un po' gratuite alcune morti che sembrava dessero più la misura del "dobbiamo fare come nei film degli 'mmericani che uccidono tutti alla Tarantino" che non una ricerca di realismo.

Sopratutto la prima morte... cioè, una scena alla Al Capone? Veramente? Stiamo (s)parlando di criminali di borgata, per le rapine, più che per gli omicidi... ma si ammazza senza un vero perché.
E non quando le cose precipitano, ma fin da subito!
Sarà... ma nel contesto l'ho registrata come cosa un po' gratuita.
Anche solo uno che sbrocchi e gridi un "ma Sei impazzito?!?" me lo aspettavo, e invece niente.
(A parte l'amico "voce della ragione".)

Poi, la regia ha parecchie pecche.
Proprio errorini.
Tipo loghi sulle automobili che scompaiono e riappaiono per magia.
Puntate di cartoni animati montate in modo sbagliato con dialoghi messi a cacchio, quando si potevano scegliere scene adeguate alla bisogna...

(Curiosità mia: ma quello che si sente è il nuovo doppiaggio dei DVD di Jeeg? che le voci sono diverse dalle originali e anche la sigla iniziale non è la classica...)

Poi, diciamocelo, il trucco di quello che finisce male (no spoiler, ho promesso) prima sembra una cosa, ma poi è sempre meno mal concio... quello lo ritengo già peggiore come errore (diciamo come leggerezza).

(Nota a margine, la mia amica Mara Aghem mi ha fatto notare che se uno perde le sopracciglia per il fuoco, è difficile che abbia ancora le ciglia lunghe e perfette ^__^ )

Meno mi hanno colpito alcuni green screen fatti male... ma sono morto dal ridere alla scena del volo dal ponte 'ché i due sembravano davvero manichini alla Benny Hill, per un attimo... (e quasi si vedono i fili).

Alcuni tagli mi han lasciato un po' perplesso.
Uno su tutti la scena in cui, dopo la bambina e l'auto, Enzo sente la notizia alla televisione... tutte quelle macchine e il baracchino da dove saltano fuori?
Ed era così vicino allo stadio anche prima?
Mah...

Poi, se usi un giubbotto per due giorni non ti accorgi solo la terza notte, spostandolo da una sedia, che avevi lasciato dentro una cosa abbastanza ingombrante nella tasca... perché non hanno fatto che, quella cosa, la lasciasse su un tavolo appena tornato a casa, per poi ripensarci e guardarla meglio quando quella notte deve distrarsi?
Un pochino sempliciotta come scena.

Beh, onestamente tutto qua.


Parti piacevoli?
Tante.

La sceneggiatura è valida.
Davvero.
Il film non vuole essere nulla di nuovo, nulla di epocale, ma è fatto bene.
TANTO telegrafato, ma non voleva stupire, voleva funzionare.
Insomma: trama  sufficientemente solida.
Trovate gradevoli, il passe-partout usato all'inizio per essere riutilizzato alla fine.
La tontaggine dei personaggi come ottima scusa per non far fare loro cose che altri avrebbero fatto.

Sufficientemente tridimensionali.

Ho trovato molto bella la scena durante la proiezione.


Molto realistica.
E molto realistica anche quella nel camerino.
Ben caratterizzato lui.
Ben caratterizzata lei.

Alcune scelte servivano.
Cambiamenti di nomi tipo Imperatore del Drago che diventa Signore del Fuoco, ma serve a capire la trasformazione finale, altrimenti chi non avesse conosciuto il personaggio non avrebbe potuto capire.

Chi lo conosceva invece si sarebbe goduto:
i colori e la pettinatura...


la trasformazione nel fuoco...


E il pesante trucco degli occhi...


Che comunque Luca Marinelli (Zingaro) molto ha studiato il Joker di Ledger.



Bisogna dargliene atto.

Santamaria, inciccionito per l'uopo, fa un bel Enzo Ceccotti.
E cita spesso Iroshi anche muovendosi in scooterone prima e in scooter alla fine (che quasi mi aspettavo il salto dal burrone).

(in questa foto non è tanto ciccio...)

Brava anche Ilenia Pastorelli (Alessia).
Personaggio sopra le righe, ma meno facile di quanto sembri.
Mi è piaciuta molto.


Non ho capito perché il tram sia stato chiamato "treno" ma forse sono cose di Roma che non conosco... però dicono "treno" e "ferrovia" riferendosi a un tram in mezzo alla città... boh.

Piaciuta tanto anche la maschera che mi è stata spoilerata da una copertina... purtroppo (che sarebbe stata carina da vedere senza spoiler).

Divertente la storia dei graffiti.


Qualcuno ha criticato la lunghezza.
Ma il film fila via liscio.
Bel ritmo.
E il combattimento finale non annoia.

Ancora una nota negativa la devo dire però.
Tutta la storia delle bombe sembra aver e un'importanza che alla fine non ha.
Ma non ce 'ha veramente.
Perché non dovevano montarcela così per arrivare alla soluzione finale.
Oppure renderla davvero centrale.
Per un attimo ci ho sperato.
La scena della benzina mi aveva fatto sperare che fosse tutto un inganno per tirare fuori i veri nemici solo all'ultimo.
Un po' alla Whedon dei telefilm che aveva l'abitudine di giocare facendo credere che il cattivo di stagione fosse uno per ribaltare le carte alla fine e puntare su tutto un altro.

Ma, come dicevo, il film non vuole stupire. E rimane nei binari classici.

Se i buoni risultati al botteghino faranno mai venire fuori un sequel, io andrò certamente a vederlo.
Con piacere.

Ma adesso mi aspetto un film tratto da Metamorphosis, che tra ambientazione e genere, sarebbe una delle poche opere a fumetti italiane che gradirei davvero molto vedere al cinema :-)

E, salutandovi, mi permetto di mostrare questo bell'omaggio al film disegnato dal buon Simone di Meo, che trovo bellissimo (l'omaggio... non Simone... che comunque è un bell'ometto.. ^__^).


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